O meglio o niente

L’altro giorno, parlando con un carissimo amico, mi è tornato in mente un libro letto qualche tempo fa: “O meglio o niente” – Come si vince la mediocrità e si raggiunge l’eccellenza, di Jim Collins.

E’ un manuale indirizzato a manager d’azienda ma il concetto calza a pennello anche in qualsiasi altra area (personale o professionale).

Come sviluppare la propria aria di eccellenza?

Ci sono un mucchio di persone che hanno affrontato il primo passo, quello di salire sul cavallo. Eppure sono ferme lì, come se quel cavallo poi non riuscissero a farlo cavalcare, hai presente come?
Uno dei principali motivi è che siamo aggrappati costantemente alla nostra mediocrità.

Perchè? Perchè è abbastanza, in ogni caso.

Abbastanza da “non procurarci dolore” (posso rimandare) e abbastanza per “permetterci di continuare a sognare”. La mediocrità è una delle peggiori insidie.

Abbastanza cosa?

Come dice anche Bandler, co-fondatore della Programmazione Neuro Linguistica, il cambiamento arriva quando si raggiunge il punto di non ritorno.
Questo è un concetto importante, di cui parlo in modo approfondito in “Crea la Vita come tu la Vuoi (2)“, in arrivo a fine mese su PiùChePuoi.

E allora ecco che è la mediocrità ad uccidere veramente. Non è il sapere o il non sapere, il saper fare o il non saper fare. E’ la mediocrità.

Un esempio reale

Sono da poco ricominciate le scuole e mio nipote quest’anno frequenta la terza media. Ha quindi iniziato a pensare alla scuola che dovrà frequentare, a quale indirizzo scegliere per le superiori.
I genitori  stanno partecipando a questa scelta lasciandolo il più  libero possibile, con un solo concetto come perno: non devi essere “un” devi essere “il”.
Questo significa: se vuoi diventare un muratore devi essere “il muratore”, se vuoi diventare ingegnere devi diventare “l’ingegnere”. Questo significa sviluppare la propria area di eccellenza.
Uscire dalla mediocrità è la cosa che rende veramente liberi.

Come si fa?

Mi piacerebbe riassumerlo in una formula (e non è detto che prima o poi non lo farò!), in ogni caso ci sono 3 passi importanti da compiere:

  • Riconosci la tua area di eccellenza
  • Investi su te stesso
  • Esci dalla mediocrità

Come dice Collins: O meglio o niente!

35 commenti su “O meglio o niente”

  1. Ciao Italo,
    ho letto la prima parte e ho potuto approfondire tanti concetti importanti. Sono sicuro che anche la seconda mi far‡ vedere le cose sotto una luce pi˘ intensa e pi˘ ampia. Tantissimi auguri per il tuo libro!
    Pasquale

  2. ciao,italo…nn so da dove cominciare ma una cosa è sicura ,mi piace il tuo sito,lo trovo gradevole è come andare a trovvare un amico carissimo ke conosco da molto tempo,….in qst momento ,sapere ke ci sono persone in gamba come te,mi aiuta un pò a capire di più qst vita è sopratutto me stessa!grazie…..

  3. Complimenti Italo.

    E’ sempre un piacere leggere i tuoi articoli.

    Nei 3 passi da compiere, hai centrato esattamente, il principio che stà alla base della PNL.

    Bisogna mettere in pratica questi principi, abbandonando tutte le paure e gli impedimenti che la nostra mente crea, per dissuaderci dall’intraprendere la nostra strada verso l’eccellenza. Poi, a rendere le cose più difficili, ci si mettono amici e parenti, che, parlando per il tuo “bene”, cercano di dissuaderti ad intraprendere il tuo cammino verso il successo, snocciolando tutta una serie di situazioni disastrose, che possono capitarti. Ovviamente, lo fanno per proteggerti, ma, in questo modo, non ti consentono di aspirare a quel miglioramento, che è insito in ogni essere umano.

    Grazie Italo, per me, sei sempre una grande ispirazione.

    In bocca al lupo, per la tua nuova iniziativa di fine settembre.

  4. Ciao Italo, e complimenti x quello che stai facendo. X Ruggero segui i consigli di Italo e se non trovi niente di buono contattami, posso consigliarti un’ opportunità di guadagno part-time o tempo- pieno, imparerai anche a dissociarti dalle situazioni negative e ad associarti a tutto ciò che è positivo, buona serata by Attilio, email:c.attilio@email.it

  5. x RUGGERO: intanto nelle tue parole leggo la voglia di reagire. Non è da tutti e quindi complimenti. Cosa puoi fare? Quali sono le tue risorse? Ovviamente io non posso dirti “vai a quel negozio che ti prendono a lavorare”, ma una cosa posso dirtela: fai una lista delle cose che sai fare o che potresti imparare a fare. Poi setaccia tutta la zona e scrivi su un’altra lista tutti i negozi o le aziende cui potresti rivolgerti. Una volta fatto questo inizia a contattare tutti (tutti). Se hai sbagliato in passato e gli altri portano ancora i segni di questi sbagli non è un problema tuo, è un problema loro. Tu ne sei uscito a testa alta. Forza.

    X LORETTA: che risate Loretta!!! Risate perchè anche a me è venuta l’ansia pensando a parole del genere!!! Avrei anche dovuto scrivere, ovviamente, che è una delle parti educative, hai ragione, e che, sicuramente, è accompagnata dall’accettazione del sè, dall’accettazione (e anzi, dal riconoscimento formativo) dei propri errori ecc. ecc. Lui a differenza di altri bambini (ai quali viene detto “fai questo perchè con questo si trova lavoro”) ha come indicazione: fai quello che ti piace di più e, qualsiasi cosa tu scelga, fai in modo di sviluppare la tua eccellenza in quel campo. Non è assolutamente frustrato (te lo giuro :-))))
    Grazie 😉

  6. “se vuoi diventare un muratore devi essere “il muratore”, se vuoi diventare ingegnere devi diventare “l’ingegnere”. ”
    ….mi è venuta l’ansia per quel povero ragazzino!!!!!…..a mio avviso, il raggiungimento dell’eccellezza passa attraverso prove ed errori…in questa frase leggo solo un acrico di ansia e frustrazione per quel povero ragazzino che dovrà dimostrare ai suoi genitori di essere sempre il migliore.

  7. sono ancora ruggero mi sono dimenticato di aggiungere che sono consapevole che avolte cado nel’errore di piangermi addosso ma ne esco subito e divento abbastansa realista al punto di capire che sono mediocre ,ma vedi visto il mio passato o dovuto allontanare da mè tutte le persone che conoscevo al punto di restare solo e quindi non o nessuno con il quale confrontarmi e confidarmi qualcuno sincero e di aiuto sono un continuo sali e scendi sulle montagne russe della depressione ,o paura di arrivare al punto di rottura automaticamente la fine dei giochi ,se sa e se vuoi e puoi dirmi qualcosa di buono ti prego o meglio vi prego questi miei scritti valgono anche per chi altro si sente di potermi aiutare ciao

  8. x carlo ciao mi chiamo ruggero o 40 anni e un passato non dei migliori ,per essere sinceri o come buttato via la mia vita ,o meglio lo vissuta superficialmente prendendo tutto quello che mi sembrava buono solo perchè mi faceva stare bene o meglio mi dava l’illusione di stare bene,poi ci si è messa la sfortuna avendo perso la vista da un occhio ,ora è un po che faccio il bravo ragazzo ma le cose non cambiano anzi peggiorano mi sento vuoto purtroppo non lavoro perchè dove vivo il passao delle persone influisce tanto sul presente loro ,ma ritengo che si tutta ignoranza pero quello che penso io non cambia e poi io voglio lavorare via insomma voglio andare via ma non o soldi non o niente e non riesco a fare un passo avanti o da tempo un divano come letto a casa dei miei e non o una mia praivasi visto che dormo vicino a dove glialtri vivono la giornata ,ora ti chiedo fra tutto quello che sai e che ai scritto secondo tè cè qualche cosa che mi puo aiutare ?

  9. Ciao a tutti,

    X CARLO: si Carlo, questo è un punto importante. Investire su sè stessi nel modo giusto. Per questo parliamo spesso dei 3 tipi di obiettivi (a breve, a medio e a lungo termine). Se ci poniamo obiettivi solo a lungo termine non avremo strada facendo un check di come stanno andando le cose. Se invece suddividiamo un obiettivo più grande in obiettivi più piccolo (delle tappe) ecco che abbiamo dei punti di riferimento. I risultati sono un segnale importante nella vita (anche se non dobbiamo commettere l’errore di identificarci con i nostri risultati). E se ci accorgiamo di essere nella mediocrità? Sono d’accordo con PATRIZIA: testa alta e rimbocchiamoci le maniche (GRAZIE PATRIZIA, SEMPRE PRESENTE, PRECISA ED EQUILIBRATA)

    X LORETTA: bene Loretta, perchè non fai progressi? Te lo sei chiesto? Ci sarà una causa vero? Inoltre, non fai proprio progressi, ne fai a piccoli passi, ne fai qualcuno ma vorresti farne di più? Tutte domande molto interessanti che, sono sicuro, possono fornirti indicazioni importanti. Spero di incontrarti a Rimini, ti aspetto.

    X SONIASR: “Non sono i miei pensieri autosabotanti ma i miei colleghi…”
    Scusa se mi permetto Sonia, sei sicura? Il bonus di “Crea la Vita come tu la Vuoi (2)” – La guida definitiva – Livello Avanzato (in uscita a fine settembre su piuchepuoi.it) parla proprio dei 3 tranelli della mente. Qui mi sembra di leggerne proprio uno. Perchè permetti ai tuoi colleghi di sabotarti? Non sono loro, sei tu che glielo permetti. So che quello che ti sto dicendo forse mi renderà antipatico ai tuoi occhi, ti invito a non credermi ma semplicemente a pensarci su un attimo. Nessuno può farti male senza il tuo permesso. Sei sicura che non siano i tuoi pensieri ad autosabotarti e invece siano i tuoi colleghi?

    X TIZIANA: il vero cambiamento arriva quando arrivi al punto di non ritorno, perchè è lì che scatta l’istinto più importante dell’uomo, quello di sopravvivenza. Forza Tiziana.

    X MICHELA: capisco la tua situazione Michela, mi sono trovato nelle stesse condizioni qualche anno fa. Nel mio caso c’era da una parte la sicurezza del posto fisso, dall’altra la sicurezza…che non faceva per me. Non faceva per me quel lavoro, non faceva per me quella vita. In questi casi devi essere brava nel riuscire ad incastrare tutto. Per 3 anni me ne sono sentite dire di tutti i colori dietro. Che non uscivo mai di casa, che ero “strano” (ecc. ecc., se vuoi continuo). Oggi guardo con lo stesso rispetto quelle persone che prima me ne dicevano di tutti i colori e oggi mi dicono “sei fortunato”. Se ci tieni veramente devi studiare il modo per incastrare tutto. A qualsiasi costo. Puoi farcela Michela.

    X STEFANO: capisco quello che dici. Io non credo che avvenga così, la mediocrità rende immobili. Quello che può accadere è questo: ci si accorge di essere mediocri e si possono avere due reazioni – la prima è alzarsi le maniche e rimettersi in corsa, la seconda è crogiolarsi nella propria mediocrità. Crogiolarsi nella propria mediocrità, però, porta prima o poi a quel punto di non ritorno che fa scattare l’istinto di sopravvivenza e..allora il cerchio si chiude. Grazie Stefano.

    X ROBERTO: Grazie e complimenti per tutto.

    E grazie a tutti gli altri per i vostri commenti.

  10. Caro Italo, complimenti per il tuo blob lo letto tutto dun fiato e trovo che è molto bello esintetico. Sai una cosa solo mi disoiace che non sarò a Rimini per la presentazione ma ne sarei molto orgogliosa di esserci e di conosc eti di persona. Ti confido una cosa: Sto facendo dei progressi meravigliosi. Spero di continuare così perchè vorrei arrivare ad u livello ancora superiore. Ti ringrazio per tutto il lavoro che stai facendo per noi ed in tanto ti saluto caramente e ti Abbraccio Maria Bonaria Fanunza.

  11. Ciao Italo, Come al solito sei grande, ho letto con attenzione il tuo Blob e lo trovato magnifico e se ti devo dire sto facendo dei progressi meravigliosi, tu sai che ho fatto anche altri corsi ed insieme hai tuoi sto ottenendo dei risultati magnifici sul serio. Merito anche della mia caparbietà perchè quando mi ci metto devo ottenere ciò che mi preffiggo. e diffati ci sto riuscendo a meraviglia, Grazie a te ed a tutto il tuo staff, siete tutti molto meravigliosi e molto bravi Grazie di Esistere Ti Abbraccio Maria Bonaria Fanunza.

  12. Ciao Italo, ho letto il tuo post, profondo e pieno di buone idee.
    Il tema dell’Eccellenza è un tema importante, che mi interessa parecchio e sul quale ho scritto un breve ebook “Il Segreto dell’Eccellenza”che ha avuto anche un buon grado di accoglienza nelle persone.
    L’ Eccellenza è il meglio di se stessi in ogni circostanza della vita…
    Concordo con te e rabbrividisco sul termine “mediocrità”, un triste e insignificante lasciar scorrere i giorni della vita senza metter a frutto i nostri doni e i nostri talenti.
    Ciao
    Roberto

  13. Ciao Italo, come sempre sono in accordo con quello che scrivi…L’unica cosa su cui mi sento un pò in conflitto, è questa: “o meglio, o niente” non potrebbe però fornire un ulteriore scusa dietro cui nascondersi per non fare? Nel senso che, se io mi crogiolo nella mia mediocrità, però qualcosa dentro di me vuole in qualche modo avanzare, se non altro magari ci provo, anche a scapito di risultati migliorativi, ma è comunque un fare…!
    Se invece uso il ” o meglio, o niente” potrei autosabotarmi e pensare che comunque meglio di cosi cosa potrei sperare di ottenere e finire col fare “o niente”…
    Non è una critica ma una richiesta di approfondimento!
    Grazie e come sempre complimenti!
    Stefano

  14. Stò lavorando sul mio troppo bello per essere vero,ma confesso che a volte è dura e fatico ad uscire dal circolo vizioso”subdolo”.
    Comunque, boia chi molla .
    Buona fortuna a me ! E a tutti voi !

    Grazie di esserci.

  15. ciao Italo, molto incisivo, come sempre del resto. Che dirti, concordo con il tuo discorso; si fa davvero molta fatica ad abbandonare i propri schemi e a rendersi conto di quanto siano riduttivi, così tanto a volte da sminuire ogni tipo si conoscenza. Complimenti, anche per la prossima uscita del tuo libro, è un pò come diventare papà.
    Ciao, Vincenzo.

  16. ciao Italo
    ti ho conosciuto per caso e adesso leggo con costanza il tuo sito e i vostri articoli. Li trovo molto interessanti anche se non so come applicarli al mio caso. Il dover far fronte da sola alle banali necessitá di tutti i giorni mi sta portando lontando dalla mia realizzazione professionale, il tempo passa e io non ho idea di quali scelte fare. da un lato c’é la paura di perdere una situazione che mi dá un minimo di sicurezza, e dall’altra la consapevolezza che questo non é quello per cui sono nata. Quello che scrivi mi sembra molto giusto peró non sempre é chiaro come agire di conseguenza…

  17. o meglio o niente, cambiamo lavoro!!!!
    anche se è da tempo che cerco di ottenere i risultati previsti e non è sucesso ..ma mi piego ma non mi spezzo!!!!!

  18. Caro Carlo, io sono una studente di ingegneria (quasi alla fine del percorso, per fortuna) e devo dire che ho vissuto i miei anni di università con lo stesso spirito con cui racconti di averli vissuti tu. Cercando di studiare per interesse e passione, non solamente per guadagnare un pezzo di carta facendo una stupida maratona di esami come fanno molti… e pure io quante bastonate ho preso! Non mi laureo nemmeno in pari perchè ho scelto una tesi di massimo impegno, molto interessante, che sicuramente mi ha dato tanto in termini di crescita culturale, ma che in ogni caso mi ha fatto praticamente perdere un anno. Tanto impegno, tanti ideali… ma tante delusioni. Capisco benissimo il tuo messaggio perchè riassume quello che ho vissuto e tutt’ora sto sperimentando io. Che dire? Forse è solo la facoltà di ingegneria che, rispetto alle altre, lascia un pò più di amaro in bocca… Ma tornando indietro, rifarei esattamente le stesse cose e le stesse scelte, perchè io ho deciso di vivere, non di sopravvivere. Un abbraccio a te, con l’augurio che tu possa vedere i frutti del tuo impegno, e un saluto a Italo che ci aiuta sempre a ritrovare la rotta con i suoi articoli curiosi e interessanti.
    Chiara

  19. CIAO ITALO …. COMPLIMENTI UN PO’ PER TUTTO… IL LIBRO IL SITO GLI AIUTI CHE CI DAI…. INSOMMA X TUTTO….
    ANCHE IO UN PO’ COME TUTTI GLI ALTRI SONO IN CRISI CON ME STESSA….IO SO’ DI CERTO CHE SONO BRAVA NEL MIO LAVORO SONO IN GAMBA… E TUTTO IL RESTO…. IL MIO PROBLEMA E LUNGO DA SPIEGARE …. MA RIASUME IL FATTO CHE NON SONO I MIEI PENSIERI A SABOTARMI MA I MIEI COLLEGHI…. HANNO FATTO DI TUTTO METTENDOMI IN CATTIVA LUCE CON I MIEI SUPERIORI PER NON FARMI ANDARE AVANTI…..E CI SONO RIUSCITI ….. SONO COSI SCORAGGIATA PER QUESTO…CIAO ITALO…

  20. mi sono appassionata a ho letto tutto il materiale che mi hai inviato
    lo capisco ma….(so che non ti piace il ma) non faccio progressi
    comunque vado avanti con l’intento di riuscire a capire tutto e metterlo in pratica
    spero di essere presente a rimini perchè vorrei conoscerti di persona
    sei un grande
    saluti cari e grazie grazie grazie

  21. come sempre attento, “profondo” e lucido. è giusto ciò che hai detto e grazie sempre per la condivisione del tuo prezioso lavoro
    mariangela

  22. Ho letto il commento di Carlo ed ho sentito che seppure concordi con la sua affermazione che c’è o ci può essere una discrepanza tra il “valore” che si ritiene di avere e quello che il contesto circostante (qualunque esso sia) ti riconosce…ebbene credo che l’unico riconoscimento in grado di farci sentire bene è quello che noi diamo a noi stessi. Quante volte ci rendiamo conto che se fossimno diversi agli altri piaceremmo di più ed è proprio questo rincorrere il riconoscimento esterno la prima fonte delle nostre maggiori amarezze.
    Rimanere centrati è per me anche e soprattutto questo: domandare per prima a me stessa se secondo me ho fatto del mio meglio, nel modo migliore. Il guaio sta nella risposta…e quando ci rendiamo conto che abbiamo abbracciato la mediocrità??!! Dolore e maniche rimboccate!! Grazie Italo ed un saluto a tutti. Pat.

  23. Italo, ho letto di filato l’articolo.

    Complimenti, ciò che dici è vero, tuttavia, visto che strutturi consigli e percorsi per il miglioramento personale vorrei fare una piccola nota in modo tale che tu possa considerare un quadro più ampio per le tue indicazioni.

    Da studente sono stato sempre, diciamo, abbastanza opportunista. Quando ho cominciato i miei studi universitari sono partito invece proprio con l’obiettivo da te descritto perchè volevo dare una svolta. Volevo essere “l’ingegnere” e non “un ingegnere”.

    Risultato: ho studiato tutto di tutte le materie, al massimo, per accorgermi che venivo superato per quantità di esami fatti nello stesso tempo sia in termini di risultato complessivo da chi studiava “bene” quanto necessario a superare l’esame e tralasciando tutto il resto.

    E’ inutile dire che questo ha generato una notevole frustrazione che ancora oggi mi porto dietro.

    Quindi daccordo sull’investire su sè stessi ma okkio ad “investire” in modo corretto poichè il valore che si ritiene di avere e quello che viene riconosciuto dall’ambiente sono spesso diversi. La società in cui viviamo non è esattamente un esempio di società meritocratica.

    Saluti

    Carlo

  24. Ciao Italo, ho avuto la possibilità di scaricare e leggere i file di presentazione per Crea la Vita 2. Ti ringrazio per questa opportunità e aspetto l’uscita dell’ebook a fine mese per acquistarlo.
    Ti scrivo per farti i complimenti per il tipo di lavoro che svolgi!
    Da tempo visito periodicamente il sito, trovandovi sempre cose molto interessanti. Chiaramente, ho il mio “sogno nel cassetto”, e credo che con il vostro aiuto riuscirò a realizzarlo finalmente!
    Grazie di tutto.
    Cordialmente.
    Paola

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