La guarigione è dei pazienti

Parto subito con una domanda: ti è mai capitato di commuoverti e iniziare a lacrimare?

Oppure di sentirti in imbarazzo e arrossire?

Se la risposta è “si” allora sarai d’accordo con me, partiamo da un presupposto certo e, come si direbbe, scientificamente provato: le emozioni generano un certo tipo di risposta fisica nel nostro corpo (nei casi precedenti la lacrimazione, l’arrossamento dell’epidermide).

Scientificamente provato significa che, al porre delle medesime condizioni, si verificano gli stessi risultati (prova a commuoverti un’altra volta, che dici, succede ancora?).

La domanda chiave è: se la risposta del nostro corpo non fosse solo confinata a fenomeni tipo lacrimazione e arrossamento? (personalmente non vedo il motivo perchè dovrebbe essere così, una cosa o succede sempre o non succede mai).

La risposta a questa domanda aprirebbe scenari totalmente nuovi.

 

Io l’ho fatta a Maria Gabriella Bardelli (autrice del libro “La guarigione è dei pazienti”) e Andrea Leone (come si definisce lui stesso “l’esploratore di casa“, marito di Gabriella nonchè coautore di alcune parti del libro e fondatore, insieme alla stessa Gabriella dello IONS di Torino, l’Istituto di Scienze Noetiche,  base italiana dello stesso istituto fondato dall’astronauta Edgar Mitchell al suo ritorno da una missione spaziale, quando si accorse che c’era qualcosa di più…).

Partendo dalla storia del Dott. Hamer passando per Claudia Rainville, attraverso la storia, le ricerche e le testimonianze di Gabriella e Andrea, in un viaggio affascinante che apre territori totalmente nuovi.

Nel momento in cui scrivo le prime 2 puntate di “C’è un modo diverso di vedere le cose” sono state scaricate più di 4000 volte, segno inconfutabile che stiamo creando insieme un nuovo nucleo profondo di persone che vogliono guardare oltre.

Benvenuto/a a “C’è un modo diverso di vedere le cose” – Puntata #3: La guarigione è dei pazienti.

Buon ascolto e buona partecipazione.
Italo Pentimalli 

  Istruzioni

  1. Scarica la puntata da qui
  2. Ascoltala (subito o quando hai tempo)
  3. Condividi la tua esperienza con noi e lascia qui sotto le tue domande per Maria Gabriella Bardelli e Andrea Leone (ti risponderanno qui sul blog)
PUNTATE PRECEDENTI:
– #1: Cosa ci aspetta veramente? ([downloadcounter(Podcast1-CosaCiAspettaVeramente)] download)
#2: Sei un Rolex o un Rolex falso? (insieme a Dario Brusadelli. [downloadcounter(Podcast2-SeiUnRolexOUnRolexFalso)] download )

32 commenti su “La guarigione è dei pazienti”

  1. Ciao Italo. Nel mio percorso di vita per risolvere determinate problematiche mi sono imbattuto in diverse situazioni che mi portavano e guidavano a poter ottenere determinate risposte al problema di cui soffrivo. Chiedi e ti sara’ dato e’ verissimo.A tal proposito ascoltando l’audio con Maria Gabriella Bardelli ed Andrea Leone avete affrontato diverse cose riguardanti la malattia ed i messaggi che invia il corpo. La spiegazione che vi do a riguardo del sistema immunitario è che impazzisce perché noi invece di prendere la vita per le corna si tende a rifuggirne. Tutto cio’ che non si fa fuori accade dentro. Il corpo diventa il palcoscenico di cio’ che non facciamo fuori e che quindi viviamo dentro. La malattia e’ simbolica e porta il messaggio di una determinata situazione non eseguita o atteggiamento mentale negativo. Il problema che ho constatato sulla pelle e’ che come si comincia a parlare di queste cose si crea il panico. Nessuno si vuole prendere le responsabilita’ delle proprie azioni. Mi sono arrivati attacchi da tutte le parti anche dall’astrale. Ci si lamenta dei poteri forti senza pero’ far nulla per codardia. A quel punto si capisce che ci si da contro pure fra di noi diventando anche noi come loro. Si inventano le più grandi strategie pur di non fare la cosa giusta. La vita e’ rischio ed azione ma purtroppo e’ pure un continuo. Ma il rischio ed il casino si creano pure non agendo. Che Archetipo stiamo vivendo? Sono convinto che questa crisi dipenda dalla nostra passivita’ dovuta dalle paure e dall’ignoranza e al fatto che si vorrebbe vivere la vita solo ad un senso, ma purtroppo e per giustezza non è cosi. C’è un discorso di mancanza di equilibrio e mancanza di rispetto, di serieta’ e di determinate regole e comportamenti che creano le situazioni spiacevoli. Tutte le problematiche di ogni persona mettono in luce cio’ che la persona vive. Consiglio di andare a leggere i libri del dottor Rudiger Dahlke da cui ho appreso queste cose, dove c’e’ anche il dizionario delle malattie molto interessante. E’ un discorso molto ampio da fare. Ciao Roberto

  2. Mara Giovanna Causa

    Continuo ancora la riflessione.
    Quando il danno è ormai fatto….e la malattia ha preso il sopravvento che cosa ci fa soccombere??.. Io credo che siano proprio i nostri pensieri!…Il bagaglio di credenze, il nostro pensiero limitante….ed anche quello di chi ci sta attorno!
    Qualche anno fa, ho saputo che un amico coetaneo aveva un cancro terribile al cervello….dal quel momento in poi ho involontariamente cambiato il mio modo di relazionarmi a lui. Io ero consapevole che il suo tempo stava scadendo…lui per me era un “morto vivente”!…La mia visione non era l’unica, infatti sua moglie ha cambiato modo di relazionarsi con lui. I suoi famigliari, uguale. Idem i suoi amici più cari e più di tutti: LUI stesso!!!…
    E’ difficile sopravvivere alla fine preannunciata…Si, proprio triste dirlo ma diventi un morto vivente!…
    Vorrei dare un grosso abbraccio a chi perso le speranze e soprattutto regalargli LUCE…
    Ancora ciao…e buona vita a tutti

  3. Mara Giovanna Causa

    Voglio dare il mio contributo e rispondere a Cristina (certo dopo quasi due anni!!…non so se avrà modo di leggere).
    Beh, io un’idea me la sono fatta, riguardo ciò che scrivi (vedete il suo post sopra!).
    L’interruttore che fa variare ogni cosa, e quindi la realtà che è fuori e/o dentro di noi (…incluso il nostro DNA), è comandato proprio dalle EMOZIONI!!!.
    Un’essere dotato di grande intelligenza, consapevolezza e conscia determinazione, riesce meglio a controllare il proprio “interruttore emozionale”…
    Dalla “non conoscenza” invece nascono: paure, pregiudizi, gelosie, nervosismi, paranoie, fantasie di ogni tipo, emozioni forti ed incontrollate, stati d’animo altalenanti… e sono proprio quelli gli interruttori che attivano ogni meccanismo.
    La fantasia spesso spregiudicata dei bambini, è facilmente condizionabile dalla realtà che li circonda (famiglia, scuola, ec…) ed estremamente altalenante (ridono e piangono, gioiscono e si disperano, ecc..) sono creature fragili ed il loro equilibrio emozionale è delicatissimo….
    Idem per gli animali, il loro istinto è certamente governato da interruttori emozionali.
    Quindi l’applicabilità di questi concetti è ancora più dimostrabile in queste circostanze. Ma d’altro canto se ci pensate bene anche negli anziani accade questo. Spesso si associano nonni e bambini, ed è proprio la loro fragilità che ne determina il parallellismo.
    Buona vita a tutti.
    Grazie Italo

  4. Sono sempre affascinata e incuriosita da questi argomenti anche se poi non approfondisco con tutta me stessa. Sono d’accordo sul rischio psicosomatico e sulla forza della mente in tante cose, ma il rischio genetico e ambientale? i fattori esterni? esistono anche quelli, e non credo che le malattie siamo sempre risposte a qualcosa di interno…e per i problemi non degli organi, ma dello scheletro? ossa, sciatalgie…etc?? quelle sono posturali, non credo per problemi del proprio io,..anche se forse la postura può forse dare indicazioni anche in quel senso, chissà…
    il problema è che se poi cerchi soluzioni alternative magari ti costano un occhio della testa e non hai il coraggio…di osare…(almeno che forse non sei in fin dio morte o lo è un tuo caro…non so..)
    Cmq grazie per l’intervista, molto interessante.

  5. Ciao Italo l’argomento nasce con le opere di Groddeck nei primi del 900.
    Capostipite della psicosomatica e uno dei padri della psicanalisi moderna che coniò il termine di ES e stabilì la relazione tra malattia/infortunio e processi mentali. Le sue opere sono pietre miliari che consiglio a tutti ma poi sull’argomento ci ne sono tantissimi di libri. Il sentimento è un prodotto interno ed esterno scatenati da un evento esterno proprio come il cibo ha un apporto interno e produce scarti.
    Da operatore sanitario però diffido da una visione esclusivamente sentimentale ma come giustamente vanno integrate le due culture diagnostico terapeutiche per giungere ad un trattamento olistico che consideri seriamente gli elaborati della mente alla pari di ogni altro campione biologico che viene attentamente analizzato.

  6. Sarebbe interessante capire come applicare questi concetti a malattie degenerative come la SLA (dove il cervello tra l’altro rimane lucido fino all’ultimo)….

  7. Grazie Italo per quello che ci condividi.
    Quello che non capisco è da dove parte il tutto; da fuori o da dentro. Cioè:
    prima ci ammaliamo e questo si vedrà nel nostro modo di essere, oppure prima smettiamo di essere felici o contenti di noi stessi e questo ci porta le malattie??

    1. Ciao Daniel, il discorso sarebbe troppo lungo e non si può fare di tutta l’erba un fascio.

      Una cosa però possiamo dirla con sicurezza:

      1. La maggior parte delle malattie hanno origine psicosomatica (ovvero sono il risultato biologico di un tipo di conflitto interno)
      2. Per quelle che non lo sono, in ogni caso, un atteggiamento positivo influisce notevolmente (molto più di quanto si possa immaginare) sulla guarigione

      Un’ottima occasione di approfondimento secondo me.
      Grazie

  8. ohhh finalmente! mi sono persa qualcosa di molto interessante. Ora ho scaricato il video così posso capire meglio. Ho cambiato indirizzo E-mail e mi manca la vostra posta.Ciao a presto.Pina.pina semeraro

  9. Da anni per interesse esclusivamente personale seguo tutto ciò che riguarda questa nuova tipologia di pensiero, che ha assunto i più svariati nomi. Ognuno tenta di dare il proprio contributo per il benessere del pianeta, e questo è più che lodevole. Scienza e spiritualità stanno tentando un cammino parallelo, a volte integrato. Ma i miei quesiti rimangono ad oggi senza risposta. Ammesso e concesso che il concetto fondamentale di “squilibrio nell’anima e malattia nel corpo” sia vero, io ho osservato il mondo che mi circonda e mi sono chiesta:
    l’uomo è un essere pensante e quindi crea le proprie emozioni e i propri stati di malessere, convengo, ma io non credo che nessuno voglia soffrire e morire. Il desiderio di guarigione, di fiducia e di speranza nasce e cresce in queste persone con una forza incredibile, sono determinate a combattere, più di coloro che sono sani. Eppure nonostante tutta la forza e l’impegno “positivo” perdono la loro battaglia e muoiono. Credete veramente che era ciò che volevano? Concordo che spesso la malattia sia generata da stati d’animo alterati, ma durante la malattia spesso rivaluti e cambi la tua “visione” della realtà e con essa anche le tue percezioni. Eppure, nonostante tutto, soccombi. Perchè?
    Ancora non mi spiego la malattia nei bambini, esseri puri, dove la fantasia prevale sulla realtà e la forza di suggestione dovrebbe avere grande potere. Muoiono e soffrono come gli adulti. Eppure loro non conoscono barriere mentali. Eppure accade.
    Gli animali non hanno un’attività celebrale così complicata come quella umana, vivono di emozioni, si ammalano come gli umani.
    In tutti i casi, parlo di esseri in condizione ottimale, circondati da amore, cura e serenità, altrimenti la risposta sarebbe ovvia.
    Per non parlare dei vegetali…..
    Il discorso è molto ampio, conosco l’emisfero delle energie sottili e tutto ciò che ad esso è connesso, tanto che persino gli eventi atmosferici stanno “reagendo”.
    Ma io chiedo solo ed unicamente una risposta, ove possibile, esaustiva ed accettabile, per cui nonostante la scoperta di centinaia di migliaia di tecniche scientifiche e spirituali, intellettuali e metafisiche, le persone si ammalano ancora e muoiono sempre più spesso, a volte con interventi che non fanno altro che allungare l’agonia.
    QUI MI COLLEGO A CIO’ CHE HA SCRITTO SABRINA, a cui nessuno ha risposto.
    Io sono positiva e aperta a qualunque nuova opinione. NON CRITICO, NON GIUDICO, CHIEDO SOLO UMILMENTE DELUCIDAZIONI.
    Grazie a chiunque vorrà rispondermi.
    Cristina

  10. Bravo Italo, questo messaggio va diffuso con ogni forza. Lo sto facendo anch’io, poiché mi occupo di Significato della malattia (e della vita) da più di vent’anni, sino a promuovere il progetto “Medicina dei Significati”. Sono felice dunque, quando trovo compagni di strada che investono i loro talenti per “portare significanza” alle nostre vite, così minacciate dal “nulla che avanza”. Teniamoci forte, dunque, e non stanchiamoci di metter fiducia in un futuro di consapevolezza e di nuova conoscenza…

    Buon cammino,
    Loredana Filippi

  11. Grazie Italo, Maria Gabriella Bardelli e Andrea Leone: è stato molto piacevole e coinvolgente ascoltarvi. Nutrire la consapevolezza che il corpo è il nostro miglior alleato consente davvero di aprire varchi nuovi, stimolanti ed anche rassicuranti…ma sono necessari audacia, coraggio, ampiezza di vedute, curiosità etc…personalmente è da un pò che ti seguo e devo dire con piacere, mi occupo di teatro e cinema e continuamente cerco di riversare le mie conquiste spirituali anche su essi …anzi spesso ne sono un tramite: vita e arte sono due meravigliosi mondi in così magica connessione! Grazie ancora e spero un giorno di poterti incontrare e come ho scritto ad Ana Maria Ghinet…perché non in Sicilia(Palermo)?
    Un grato abbraccio…

  12. Ciao Italo, per chi si interessa di metafisica o comunque interazione tra mente fisico e corpo emozionale la cosa non è certamente nuova ( non per questo è non importante ).La capacita’ del corpo di autoguarirsi è incredibile ( ma anche di ammalarsi nello stesso modo per la verita’ ). Nei giorni scorsi ho avuto qualche problema di salute… sapevo da dove arrivavano, stimoli e reazioni che non riuscivo a gestire ma subendoli. Ne ero totalmente responsabile!
    E’ stato sufficiente cominciare a dire che non volevo quella cosa ( dicendo nomi e situazioni a voce alta ) per ricominciare a guarire e stare meglio.
    Nel quasi immediato periodo successivo tutto stava tornado alla normalita’.
    Il corpo ha sempre ragione, la mente mente ed i sentimenti vanno sempre espressi.
    Come nel benessere, anche il network marketing è un concetto olistico… se qualche parte di te non è in equilibrio,..,, tutto ne risente ( e spesso continuiamo a vivere di compensazioni )
    Un saluto

  13. E’ l’anima che si ammala, ed è l’anima che ci fa guraire, i suoi “trigger” sono situati nella libertà che diamo ad essa, Arrivare al vero libero arbitrio è importante proprio per questo. Ma ci vuole una terapia dell’anima, dell’eterico. Non ho ancora visto il video e sentito nulla, ho letto solo il titolo, la verità è che o si sentono queste cose o no. Inutile dirle e ridirle o trovare strategie, perchè sennò leghiamo la gente malata e la prendiamo a sberle finchè non capisce cosa sta succedendo e come reagire, etericamente intendo, invece non è così facile… il percorso è difficile, lungo e angosciante, vorrei sapere da questi “esperti” se hanno mai provato sulla loro pelle una malattia che la scienza determina quale inguaribile e se hanno mai provato dolore per tutta la vita, solo dopo una prova che una di queste cose sia successa potrei pensare di dar loro credito.

  14. ho visto in uno specchio una me che si replica in queste storie………..attacchi di panico dopo la morte di mio padre con tumore allo stomaco, poi e’ toccato a me con il tumore al seno, per fortuna risolto in tempo e senza tragiche conseguenze tranne che per cinque anni , ne ho ancora tre saro’ ogni sei mesi a far analisi e ogni sera una fantastica pastiglia ma e’ vero se sei felice stai meglio ……… infatti tutto e’ legato in molti casi all’infelicita’ ciao e piacere silvy

  15. Se il mondo esteriore è il riflesso del mondo interiore, di come siamo dentro, anche il corpo fisico è lo specchio del nostro stato psicologico.
    quindi se stiamo male fisicamente, abbiamo una malattia, vuol dire che abbiamo un problema psicologico, emotivo, e se risolviamo quello come per magia scomparirà anche la malattia perchè mente e corpo sono tutt’uno.
    Infatti Hamer guarì senza cure dal suo tumore.
    Avete visto il caso di pochi mesi fa, mi sembra in Australia, dove una persona che doveva morire da lì a pochi mesi per un tumore si licenziò e spese tutti i soldi della liquidazione divertendosi.
    cosa che non faceva da tempo e così a livello psicologico stava a mille.
    Infatti quando arrivò il tempo che doveva lasciare questo mondo non è successo niente.
    Infatti il suo tumore era guarito da solo appunto perchè il corpo fisico si è allineato alla nuova sensazione positiva del nuovo stato emotivo della persona.
    Anzi l’inconscio ha creato quel problema, il tumore, che in realtà era la soluzione al suo disagio psicologico: divertiti, sii felice, non stare sempre a pensare ai problemi della vita.
    La rivoluzione del 2012 è questa: la consapevolezza che un nuovo mondo è possibile

    1. Grazie Leondino, anche per la storia che hai riportato.

      Nella “Biologia delle Credenze” – Bruce Lipton, racconta la storia di un paziente cui fu diagnosticato un tumore all’esofago.
      Fu curato per quello ma tutti sapevano e continuavano a ripetergli che si sarebbe, purtroppo, ripresentato.

      La sorpresa arrivò dopo la sua morte, perchè l’autopsia rilevo un numero limitatissimo di cellule cancerogene, certamente non sufficienti per ucciderlo.

      Perchè era morto allora questo paziente?

      Credo che discorsi troppo semplicistici non vadano bene, soprattutto su argomenti delicati come la salute. Non sono medico e quindi mi fermo qui, ma davanti a prove del genere credo sia almeno d’obbligo indagare.

      Grazie Leondino.

  16. alessandro castagnoli

    Grazie Italo, interessantissimo racconto, tra l’altro i protagonisti sono di Torino, andrò a cercarli.
    Ho potuto sperimentare sulla pelle 6 anni fa , attraverso una malattia psicosomatica, seria, di mio figlio guarita, quanto la malattia indichi anche la strada per guarire .

    Sicuramente quella che indicano i 2 relatori è la via del presente e del futuro contrapposta alla visione medioevale che ha la medicina cosidetta tradizionale .

    Grazie ancora e Buon fine settimana a tutti

    1. Ciao Ale, come sempre un piacere leggerti.

      Stiamo superando questa concezione medioevale e sono convinto siano fondamentali le storie del vissuto personale, come la tua.

      Come dicevo su, a Virginia, spesso le persone alzano un muro di difesa (a volte comprensibile) ma se ognuno raccontasse la sua storia allora le parole, le tecniche, assumerebbero quel connotato concreto e tangibile.

      Nel marketing si parla di proof, le prove..

      Grazie Alessandro

  17. Condivido in toto quanto descritto da Maria Gabriella .
    Già da tempo le mie idee sulla malattia sono in sintonia con la Nuova medicina Germanica
    e con i concetti di Claudia Rainville
    Trovo questi concetti lineari e coerenti con la meravigliosità del nostro corpo : non credo che il nostro corpo , che è perfetto , ad un certo punto diventi matto e ci crei una “malattia” che
    ci fa del male : sarebbe un comportamento assurdo.
    Nel volere condividere queste mie opinioni con altre persone da parenti,amici e conoscenti, mi sono trovata che tante persone “mi stanno alla larga” ed altre si sono invece avvicinate …..
    Anche quando tengo i miei corsi o le mie sessioni di tecniche energetiche esprimo questi miei punti di vista ed , in questo modo , ho perso anche clienti o potenziali clienti.
    Questo perchè ,l’essere umano, sopratutto immerso nella nostra cultura un po’ piagnona e “non è mai colpa mia” “la colpa è della sfortuna ” ” ce n’è sempre una pronta”
    deve fare un grandissimo sforzo per ribaltare il punto di vista sulla malattia.
    Ritengo invece che sia una grandissima possibilità considerare che la malattia può ben essere una benettia e che il corpo va ascoltato e che due giorni di febbre o la pancia arrossata o la gola gonfia se ascoltati possono raccontarci le loro “storie” e sopratutto , il nostro corpo è veramente miracoloso e riesce a mettere a posto tutto.
    Prendere consapevolezza di noi stessi, delle nostre capacità fisiche e mentali è sicuramente impegnativo perchè ci porta a dovere”lavorare” a non dare più la colpa agli altri o al destino
    ma ci consente di potere godere della libertà che possiamo essere noi a vedere , considerare e dirigere il nostro destino …..
    Altra situazione che sempre di più mi crea discrasia quando ne vengo a contatto o quando mi viene riferita è il comportamento di certi medici che , di fronte a quello che loro ritengono essere un disturbo serio o anche più semplice , si esprimono verso il “malato” con:se non ti curi subito la situazione si aggraverà , devi subito prendere questi farmaci , è indispensabile procedere al più presto ad un intervento chirurgico e via di questo passo.
    In questo modo , la persona che “crede” di essere malata si mette in una sistuazione di disagio e di prostrazione che , se anche non aveva nessun disturbo, sicuramente qaulche sintomo di disagio o di “malattia” gli arriva .
    Io credo che ,se diventiamo in tanti a pensarla diversamente ed a diffondere delle idee diverse di malattia che , non dico siano la verità assoluta e la panacea , ma “sono diverse” e possono dare la possibilità di vedere la situazione malata anche sotto un altro punto di vista, in questo modo , un pochino alla volta ci sarà una espansione d ella consapevolezza e della possibilità di scelta.

    1. Ciao Virginia,
      con “questa nostra cultura un po’ piagnona” hai reso perfettamente l’idea..

      Non posso che essere d’accordo in toto con quello che dici.
      Parli tra le altre cose di responsabilità e credo che una delle responsabilità di chi, come te, opera in questi settori, sia quella di chiedersi (e sicuramente lo farai): come posso far arrivare il concetto senza spaventarli?

      Un concetto che vuole essere portato con forza spesso produce barriere di difesa da parte dell’interlocutore. La curiosità invece, solitamente, genera domande.

      Grazie per aver riportato la tua fondamentale esperienza.

      Italo

      1. grazie Italo
        per avermi fatto riflettere sulle modalità di fare arrivare il il concetto
        “di prendersi la propria responsabilità” in modo non invasivo, mai forzato
        ed a volte …come per caso :
        Un’altro punto di “sollecitazione” per fare arrivare un nuovo concetto,
        diverso ed a volte opposto a quanto considerato e creduto fino ad ora, potrebbe
        essere di comunicarlo …quasi per caso ….senza caricarlo di importanza…
        e come dici tu ….che stimoli la curiosità e la ricerca …..e che non sembri neanche che siamo stati noi a suggerirlo , ma la persona stessa a cercarselo …

  18. Ciao.
    Alcuni anni fa h
    o avuto una diagnosi terrificante: Sclerosi Multipla!!
    Ho deciso che se mai questa malattia si fosse presentata, l’avrei presa a calci in culo 2 a 2 sino a farli diventare dispari!!! Dunque ne deduco che abbia avuto paura!!!

  19. ma voglio capire una cosa… è molto interessante tutto questo, ma nn cè un contrasto con la legge dell’attrazione, i pensieri gioiosi, il fatto di dirsi io sto bene…? a cosa si deve credere… xke se io mi concentro sui dolori e la malattia, non è una cosa ke mi attiro?… non so se mi sono spiegata bene….

    1. Ciao Isa, forse ho capito cosa vuoi dire.

      In realtà qui ci si concentra sulla soluzione.
      Come dicono Gabriella e Andrea pensa solo a questa differenza: andare da un medico e sentirti dire che sei malata oppure andare da un medico e sentirti dire che il tuo corpo sta reagendo..

      Già questo mette in moto meccanismi (mentali e poi fisici) molto diversi.

      Se poi tieni presente che ci si concentra sulla soluzione (eliminando anche la fonte di dolore) allora io dico che non c’è contrasto con la legge dell’attrazione, anzi. Seppur siano due cose molto diverse che si basano su presupposti diversi, viaggiano comunque sugli stessi binari.

      Grazie Isa

      1. oddio, che testa!
        Non avevo capito che fosse il 3°Podcast, pensavo fosse la terza puntata di “La guarigione è dei pazienti”… una nuova rubrica… nella mia testa! 😀
        okok, ora ho capito, thanks! 🙂
        1abbraccione
        Josè

          1. mi permetto di dire a due grandi che sarebbe davvero bello che due grandi si occupassero anche di guarigione e di percorsi che riportano l’equilibrio della salute. In fondo non so se c’è un argomento più importante.

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