Ogni volta che si parla di Karma (o kharma come viene scritto in alcune culture) vengono in mente alcune immagini tipiche.
Ufficialmente riconosciuta come la legge di causa-effetto spesso riporta alla mente concetti del tipo:
- Dare – avere
- Otteniamo ciò che meritiamo
- La vendetta si ripercuote sul vendicatore
Ma sarà vero? A prima vista, almeno secondo me, questa non sembra essere tanto la legge del karma, ma la legge del taglione. Forse c’è qualcosa di più, molto di più.
Le domande da porsi sono dunque:
- Cosa significa veramente il Karma?
- Quali prove (se esistono) ci sono a supporto dell’esistenza di questa legge?
- Come (e quanto) influenza il Destino?
Iniziamo dalla prima domanda.
Karma: qual è il suo vero significato?
C’è da comprendere prima di tutto che il Karma è molto più del dare/avere.
Il Karma non è un giudice che assegna punizioni o ricompense, non fa favoritisimi, non predestina niente e nessuno.
La causa della nostra vita siamo solo noi stessi, quello che fa il karma è regolarne gli effetti con un perfetto equilibrio.
Ecco cos’è.
Il karma è giustizia
Letteralmente significa azione, per quanto mi riguarda considerata come l’azione delle leggi universali intrecciata alle nostre nella direzione di ciò che io chiamo la sacra amonia, lontano dai concetti di premio e punizione. Il karma è molto di più si, il karma è giustizia.
Per alcuni è un concetto così astratto che possono essere utili le parole del Dalai Lama
[Tweet “Non parliamo di karma, ma semplicemente di responsabilità verso il mondo intero – Dalai Lama”]
Ma di cosa si tratta? Esistono prove a supporto? Quanto e come sta influenzando il tuo destino?
Quali prove esistono (se esistono) a supporto dell’esistenza di questa legge?
Iniziamo con il dire che il concetto di Karma è indissolubile da quello di reincarnazione: se la nostra esperienza finisce nel momento della morte fisica, allora non esiste il requisito principale.
Specifichiamo poi il concetto di prove, magari scientifiche, quindi con il requisito fondamentale di qualcosa che possa essere replicato.
In questo caso sarebbe come dire: faccio morire una persona e vedo come rinasce, poi un’altra e un’altra ancora…
E’ un’estremizzazione del concetto, lo so, ma la faccio perché invece di prove, in questo caso, preferisco parlare di evidenze.
Cosa succede dopo la morte?
La verità è che nessuno lo sa veramente, dovremmo avere coscienza di cosa accade quando il nostro cuore smette di battere. Possiamo fare delle ipotesi, cercare delle prove.
Sembrano esistere grosse evidenze che ci permettono di pensare, con buona causa, che probabilmente non finisce tutto lì…
- Sempre più frequenti e precise sono le prove dell’NDE (Near Death Experience): esperienze di pre morte in cui le persone entrano in altre dimensioni raccontando al loro ritorno episodi (verificabili) accaduti in altri luoghi mentre loro erano in stato di coma
- Sempre maggiori sono le testimonianze (verificate) che riguardano ricordi di vite precedenti; testimonianze filtrate da ogni ragionevole dubbio e confermate da ricerche a posteriori (la tv satellitare Sky ha mandato in onda anche una serie televisiva che parla proprio di questi casi, “Ho paura di mio figlio”)
- Ian Stevenson, psichiatra statunitense, ha dedicato la sua vita al concetto di reincarnazione, trovando prove documentali (referti medici e simili) che confermano la possibilità, piuttosto consistente, che non tutto finisce nel momento in cui smettiamo di respirare
Certo, nessuno può saperlo con certezza assoluta, ma personalmente ritengo tutte queste evidenze (e il lavoro di Stevenson molto ben fatto, soprattutto per il grande filtro che ha messo alle sue ricerche, scartando ogni possibile piccola causa interferenziale) molto più che semplici indizi.
Dunque la risposta alla domanda – “esistono prove a supporto di questa legge? – è: esistono prove circostanziali, anche ben documentate e piuttosto voluminose, che sembrerebbero confermare la possibilità della reincarnazione che, come abbiamo visto, è indissolubilmente collegata al concetto di Karma.
Come e quanto influenza il destino?
Molte persone pensano che non ci sia nulla da fare per modificare il proprio Karma. Se abbiamo la “sfortuna” di nascere con un Karma negativo tutta la nostra vita sarà segnata. Per non parlare poi, se decidiamo di approfondire, dell’altro fardello che sembra che ci portiamo dietro: il Karma dei nostri Antenati.
Ma se fosse veramente così, mi chiedo, che senso avrebbe continuare a cercare di cambiare la propria situazione di vita?
La realtà è ben diversa, dire “questo è il mio karma” sarebbe come rinunciare alla costruzione del proprio destino. Per questo quando qualcuno mi dice: “questo è il mio destino“… sta dicendo qualcosa di molto pericoloso che, oltre a bloccarlo, potrebbe essere una “buona scusa, una buona autogiustificazione”. Impariamo a diffidare da un destino preconcetto e precostruito.
[Tweet “Il Karma è attivo. Possiamo prendere decisioni che plasmeranno il futuro e trasformeranno quelle parti della nostra vita che ci provocano infelicità – Mary T. Browne”]
Ricordiamoci la parola chiave, ecco cos’è il Karma: il Karma è giustizia.
secondo me la vita e la morte sono le due facce della stessa medaglia della nostra condizione attuale nel campo relativo e probabilmente la legge universale del karma ci ha portati fino a qui sta’ a noi ad evolvere e ritrovare la piena consapevolezza!
Io credo nel libero arbitrio e se abbiamo la possibilità di fare delle scelte nella vita, di conseguenza abbiamo anche la possibilità di migliorare o peggiorare la nostra realtà. Noi moriremo sicuramente come personalità individuale, ossia come singole cellule viventi dell’intera umanità, intesa come coscienza umana legata a questa condizione terrena, ma non moriremo mai come cellula della coscienza universale, ossia come l’idea che Dio ha avuto nei confronti di ognuno di noi, che comunemente chiamiamo anima. Quindi, credo che la reincarnazione esista e che si ritorni in questa dimensione terrena con una nuova personalità, ma sempre con la stessa anima, il contenuto della quale è il risultato di tutti i nostri pensieri e di tutte le nostre azioni delle varie incarnazioni. Anche se apperentemente sembra che io non vi segua nel vostro prezioso ed incredibile lavoro…credetemi siete sempre in pole position nei miei interessi di crescita personale! Grazie! Eugenio
io pratico il buddismo , bravo non potevi spiegarlo meglio
Grazie Rosa
Secondo me è fondamentale tenere presente che prima di nascere noi, con le nostre guide spirituali, decidiamo quale aspetto di noi stessi riequilibrare, e quindi in un certo senso facciamo un progetto che riguarda tra l’altro gli ostacoli che dovremo incontrare e quali sfide affrontare. Se la vita sulla terra è una scuola, il Karma è il nostro maestro. Il Karma rappresenta le sfide che dovremo incontrare per mettere in equilibrio ciò che è squilibrato in noi. C’è anche un Karma positivo, chi, per esempio, nella vita precedente è stato povero nella vita successiva può essere ricco, perchè deve “compensare” qualcosa dentro di sè, per lui essere ricco può essere una prova, imparerà qualcosa da questa sua nuova situazione o svilupperà un’eccessivo e quindi squilibrato amore per il potere o per la pigrizia? Io ritengo per esempio che coloro che fannoi viaggi astrali, oppure i channellers dicano delle cose molto sagge, sensate e per me attendibili e inoltre la verità si percepisce dento di sè. Per questi motivi credo in quello che ho detto sopra sul Karma e sulla vita.
Ciao, che bello poter dire qualcosa ha riguardo penso che stiamo parlando della trovata più vecchia del mondo che si evolve insieme a noi (cioè ad ognuno di noi un po a secondo di chi siamo) ;è indiscutibile che è obbligatorio argomentare e studiare, per quello che mi riguarda mi auguro che questo splendido film abbia un po di chiarezza che non si diventi automi e fredde macchine ripetitive che il lavoro duro c’è lo si deve fare e non farlo fare a chi ?
anche io penso che non esisiste il karma come lo definiamo comunemente e anche se cosi fosse sono certa che si può trascendere lavorando su di sé ci vedo troppo vittimismo dando la responsabilità della ns vita al karma, fato, destino chiaro che se uno ci crede fermamente nel bene e nel male la sua vita attuale rispecchierà negatività o positivitò ma è sempre quello in cui noi crediamo a dare i frutti
Concordo pienamente con questa definizione del Karma: nessuno nasce con un Karma negativo, siamo solo noi gli artefici del nostro destino, sia nel bene che nel male.
il karma non è il destino… Penso sia la nostra vibrazione che interagendo con quella universale ci dia la possibilità di poter vivere in un modo o in un altro, l’energia che sentiamo in noi; ma è la nostra mente che sceglie, e ogni scelta anche piccola, di ogni giorni plasma il nostro futuro ma anche il nostro presente, la nostra vita che sia bella o brutta è causata delle nostre scelte. Credo che per poter comprendere il concetto di karma e non confonderlo col destino sua sufficiente assumerci la responsabilità delle nostre azioni.
Nella mia esperienza di vita non ho mai visto tornare indietro cattiverie fatte ,anzi
….dare per avere?quando mai?più dai e più prendi pedate…..
Ciao Sonia, diciamo che nella tua esperienza personale è così…forse. Ma sicuramente non lo è per tutti (per me non è così come per altre centinaia di migliaia di persone).
Se la pensi così l’unica cosa che ritengo d’obbligo dirti è attenzione, è un programma mentale molto molto depotenziante..
Ti auguro il meglio.
Italo
Io mi trovo totalmente d’accordo con Marco,e in parte con Alessandro. Non e asssolutamente detto che il karma sia legato alla reincarnazione. E il karma anche se inteso come giustizia (hai detto niente!)e non come vendetta avviene in questa vita. Ho conosciuto personalmente svariate persone che avevano compiuto cattive azioni e non ce n’e stata una alla quale non sia “tornato indietro”tutto,ed anche con gli interessi. Appunto:GIUSTIZIA. Ne di piu ne di meno.
Il Karma è esattamente la giustizia divina che ti fa rivivere in prima persone, in una vita susseguente quella attuale, ciò che tu hai compiuto di buono e di cattivo, sopratutto di cattivo. Per esempio, se nella tua vita hai fatto penare qualcuno, nella tua vita futura dovrei rivivere in prima persona le pene che hai procurato ad altra persona nella vita precedente. Lo stesso vale per la vita attuale, il nostro Karma ci fa riviere le esperienze negative che abbiamo inferto ad altri. Non si tratta della legge del taglione ma legge di giustizia divina. Il karma, con grande sforzo potrebbe anche essere modificato agendo in determinate maniere come ci insegna il Buddismo e l’Induismo che in tutte le maniere cercano di uscire dalla reincarnazione ma, in linea di massima, dobbiamo pagare il male che abbiamo fatto ad altri, persone, cose e animali.
Sono neofita in questa Organizzazione e sono nei miei primi giorni di lettura ed ascolto. Seguendo l’indicazione di inviare un messaggio a seguito di quanto letto ed ascoltato sino ad ora mi sento di dire……. Nei miei studi in questi anni mi e’ rimasta impressa una riflessione dello psicologo statunitense William James(1842-1910) ” Chiunque può’ cambiare il proprio destino cambiando il proprio atteggiamento mentale” Credo che continuando questo percorso mi troverò’ sulla giusta strada.
x quello che intuisco e VEDO,la condizione di rincarnazione della nostra COSCIENZA è veramente possibile,poiche la nostra ENERGIA è diventata manifesta in un dato momento,all’interno di UN SISTEMA di forze ed ENERGIE dove è tutto CICLICO(la terra le forme viventi le piu diverse,tutto va e viene tutto)quindi non vedo come anche noi non si debba sottostare a questa “LEGGE”del continuo RIPETERSI!!!!solo che non ricordiamo è come se ad un certo punto vienetutto RESETTATO,x poi rifare nuove ESPERIENZE,ma vi sono condizioni o FORSE LEGGI UNIVERSALI che vietano questa CONOSCENZA,ed inoltre il fatto stesso che come forma pensiero CONCEPISCO questa POSSIBILITA credo che sia qualche cosa di veramente POSSIBILE,perchè altrimenti sentirei solo la VACUITA ed la mia totale FINE,ed invece sento che la mia manifestazione era gia in essere prima di QUESTA VITA,buon anno a tutti!!
In occidente probabilmente si fa più attenzione al destino che al Kharma. Utilizzando il termine destino diamo una giustificazione ad eventi positivi o negativi di cui non riusciamo a rintracciare una spiegazione razionale che probabilmente non esiste, per cercare di allievare l’ineliminabile dolore. Qualcuno sostiene che quando una persona afferma in base a vicende della sua vita che il suo destino è sfortunato è come se accettasse e si adagiasse in questa condizione. Non sono d’accordo…nessuno è contento nel pensarsi disgraziato. Tra l’altro ci sono tante persone che vogliono convincerti che gli eventi negativi sono l’ideale per te, che va bene così (sì, per gli altri che non vivono quella condizione…). A mio parere l’unica via di uscita è non interrogarsi troppo sulle ombre della propria vita e cercare di fare ciò che si ama di più, nonostante tutto e tutti.
“…nessuno è contento nel pensarsi disgraziato. Tra l’altro ci sono tante persone che vogliono convincerti che gli eventi negativi sono l’ideale per te, che va bene così (sì, per gli altri che non vivono quella condizione…)”.
Personalmente credo che coloro che portano avanti questo tipo di ragionamento (e ne ho conosciute tante, soprattutto nel mondo cattolico) sono quelle che, in fondo, a loro va bene ciò che hanno oppure che, nella vita, probabilmente hanno ottenuto più di ciò che meritavano o che si aspettavano.
….scusate ….ma discutere del Karma ………e’ come parlare dei confini dell unoverso………..piu’ meditazione e meno chiacchere
Interessante sapere che non tutte le esperienze di pre-morte sono esperienze di felicità: in un caso su cinque, circa il 20%, i sopravvissuti raccontano di essere stati sull’orlo di un luogo orribile, che loro stessi descrivono come “inferno”.
Angie Fenimore, casalinga, madre e moglie infelice, tentò il suicidio nel 1991. Si trovò «immersa in un’oscurità che si estendeva all’infinito in ogni direzione, e non era solo nera, era un vuoto senza fine, assenza di luce». E tuttavia, con un senso che non sapeva di avere, la donna vedeva in essa degli altri esseri. Esseri «con lo sguardo vuoto davanti a sé, fissati in uno stupore senza pensiero, senza curiosità di dove erano. Completamente assorti i sé stessi, ciascuno chiuso nella sua infelicità per avere scambi mentali o emozionali con gli altri. Avevano la capacità di comunicare gli uni con gli altri, ma ne erano impossibilitati dal buio». Angie parla di un suo «enorme disappunto», per un motivo che prova a spiegare in un modo strano: in quel luogo «le possibilità di imparare erano senza fine, ma non avevo né libri, né tv, né amore, non avevo intimità, non il sonno, non amici, nessuna luce, nessuna crescita, nessuna felicità e nessun sollievo».
Da questa solitudine totale la chiama «una voce di grandiosa potenza, non alta ma che mi schiacciava come una tremenda onda sonora; dentro a cui risonava una ira così feroce che con una parola avrebbe potuto distruggere l’universo, ma includeva anche un così possente e risoluto amore che, come il sole, poteva far nascere la vita sulla terra». Questa Voce gli rivolge parole «lancinanti»: «È questo che vuoi davvero?».
Il resto si trova nel libro che la donna ha scritto, Beyond the Darkness. Miracolosamente richiamata in vita, Angie si dichiara oggi «formata da un nuovo significato: di fede, di essere soggetta al volere sacro, si essere veramente una figlia di Dio», da lui amata.
Molte informazioni ed esperienze di pre-morte sono raccolte dal sito «Near Death Experience Research Foundation» (NDE RF) che ha anche un’estensione parzialmente tradotta in italiano. In questo sito si fa riferimento ad ampi sondaggi: «The prevalence of NDE in the adult population has been estimated by several major surveys. A Gallup Poll in 1992 led to an estimate that 13 million Americans had experienced a NDE.
Luciano B
La faccenda karma è delicata e di vasta entità di sicuro è un programma\meccanismo comune a tutte le dottrine che rilegano le coscienze in sistemi globali, tutte le religioni nonostante il perdono volenti o nolenti applicano il carma, perché esso è un sistema di memoria e la cosa
piu preziosa per le religioni e dottrine che tessono la rete
è proprio la memoria…la memoria contrariamente a
quello che si crede ha moltissimo a che fare con i ritmi
biofisici, ecco perché di chi è brutto o malformato si dice
anche che vi siano cause carmiche…
Più profondamente del karma io non ne parlò anche se molto ne so…. È giusto che le informazioni di valore
vengano ben valutate e non regalate, così soltanto chi ha
un buon carma può entrarne in possesso…
Buon anno a tutti!!!!
Ciao!
Al di là delle proprie idee sulla reincarnazione, è sempre utile parlare di Kharma (anche se non banale perchè non esiste una definizione unica nemmeno nell’induismo… senza poi andare a guardare il buddismo, il Sikkismo, ecc).
Io lo legherei un pò meno al concetto di reincarnazione (che infatti ha un suo nome a parte: Samsara) perchè il fatto che le nostre azioni abbiano effetti a catena che si ripercuotono anche su di noi, vale anche in una sola vita… non solo di vita in vita.
Bene sgombrare il campo da chi pensa che Kharma e Destino Immutabile sian la stessa cosa: anzi, il concetto di Kharma vuol proprio ricordarci che con le azioni si può ripulire il nostro Kharma… altro che immutabilità. 🙂
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PS=attenzione solo al titolo: si dice “diffidare DEL destino”! 😉
La faccenda karma è delicata e di vasta entità di sicuro è un programma\meccanismo comune a tutte le dottrine che rilegano le coscienze in sistemi globali, tutte le religioni nonostante il perdono volenti o nolenti applicano il carma, perché esso è un sistema di memoria e la cosa piu preziosa per le religioni e dottrine che tessono la rete è proprio la memoria…la memoria contrariamente a quello che si crede ha moltissimo a che fare con i ritmi biofisici, ecco perché di chi è brutto o malformato si dice anche che vi siano cause carniche…
Più profondamente del karma io non ne parlò anche se molto ne so…. È giusto che le informazioni di valore vengano ben valutate e non regalate, così soltanto chi ha un buon carma può entrarne in possesso…
Buon anno a tutti!!!!
sarebbe interessante andare a parlare del karma ai terroristi islamici e vedere cosa succede:
ci sarebbero i presupposti per verificare subito se esiste la reincarnazione.
Sarebbe assurdo pensare che dopo la morte fisica tutto finisca ! La natura che ci circonda ci dà la risposta , la chimica e le leggi della fisica ci danno le certezze ….. eppoi se il nostro karma è giustizia , che giustizia ci sarebbe se non ci fossero altre possibilità di vita , di riscatto , di consapevolezza e di amore ?!?! Dio c’è , Dio esiste ,ed è nel nostro cervello che lui esiste , oltre che nel nostro spirito . Ed è proprio nel nostro divenire che si basa il ” senso della vita terrena ” !!! La mia mente non va oltre ma non credo alla fine di tutto , non vi è un senso , dove tutto , ha un senso !!!!
Per quello che è la mia esperienza diretta in tema di “Karma”, portatrice per me di un destino di lotte e sofferenze genetiche, in realtà l’utilizzo dello stato Theta mi ha aperto una visione della cosa differente, che mi ha permesso di cambiare il corso della mia vita.
Ritengo che il discorso del Karma può rappresentare una direzione ed uno stimolo per il cambiamento.
E spesso, proprio da quella grande energia (spesso denominata “Dio”), che “dicono” dovrebbe “punirti per i peccati commessi”, in realtà ti arrivamo le opzioni per il grande cambiamento.
E spesso, per chi ci ha lavorato sopra, appaiono i riferimenti di convinzioni anche genetiche che sono state passate, e che possono essere modificate.
Possiamo chiederci il perchè dover pagare per colpe commesse in altre vite, se poi comunque non ci viene data l’opzione di evolverci e migliorarci, proprio sugli errori commessi.
Trovo triste considerare questo pianeta come un’enorme discarica di anime sbagliate o “cattive”.
Forse la denominazione “Karma” a livello religioso o spirituale è nata per attivare la coscienza nelle persone a non darsi per vinti: vincere credenze e paure e tendere all’evoluzione spirituale nella luce e nell’amore incondizionato.
Anche il vecchio detto “Aiutati che Dio ti aiuta” propone un aspetto ottimistico e amorevole.
E, per fare una battuta, Italo non ha scritto “Più che puoi, sempre…..solo se il tuo Karma te lo permette!”, altrimenti sai le selezioni di anime che avebbe dovuto fare?
Racchiudere il concetto di Karma in poche parole è difficile e sicuramente molto restrittivo. Dovremmo parlare di Karma individuale, famigliare, nazionale e molto altro ancora.. E’ difatto una legge universale e perfetta che ci permette di capire il perché di certe situazioni, di certe circostanze, del perché certe persone sembrano afflitte da incredibili sofferenze…. Ricordiamo sempre che il perdono la compassione e la positività nell’affrontare ogni situazione aiutano a guarire il nostro… Buon viaggio a tutti..
fondamentalmente, il concetto di Karma può essere completamente indipendente dal concetto di Reincarnazione così come è inteso; noi abbiamo i ricordi dei nostri avi nel DNA, non di nostre eventuali vite precedenti; lo stesso Buddismo, nel suo concetto di reincarnazione, non intende dire che noi ci reincarniamo in altre vite; non la nostra coscenza almeno, ma la nostra consapevolezza ( basta vedere il piccolo budda, dove l’illuminato di “incarna” in tre esseri umani diversi ); una volta chiarito questo, il Karma, è si quello che tu affermi.
interessante, fino a un certo punto si puo modificare, ma si potra modificare a tal punto da poter avere quello che voglio davvero(a parte il fatto che alcuni mi dicono che non serve e di non doverlo volere, io ne ho davvero bisogno) di eliminare il grosso ostacolo che mi impedisce di realizzare i meii sogni?
uhm…
Direi che i propri sogni e il Kharma non necessariamente sian così legati… banalizzo con un esempio: se truffi delle persone per arricchirti, è possibilissimo che tu raggiunga il tuo sogno della Ferrari, ma il tuo Kharma è sporcato e ne avrai delle conseguenze in questa vita (ti becca la finanza) e/o nelle prossime (se credi nella reincarnazione).
Infatti il concetto di ripulire il Kharma è più legato all’idea di aumentare la propria consapevolezza fino ad uno stato di “pulizia” e illuminazione, che al concetto di ottenere o meno certi obiettivi…
Beh’, sono sostanzialmente d’accordo con marco anche se, quantomeno x quello che e’ il mio =attuale livello = non riesco a “rassegnarmi” all’ idea di dover “forzatamente rinuciare a determinati obiettivi pratici= ad =esclusivo appannaggio dell’ evoluzione=. =ERGO= secondo me’ si tratta =+ che mmai= di riuscire a =centrare il proprio Dharma(o scopo dell’ Anima in Questa Vita)= realizzando il quale si dovrebbe riuscire ad ottenere quello che, nella scuola Yoga che ho frequentato in passato, veniva definito il =Fatidico 200%= [alias: il massimo della realizzazione pratica e Spirituale al tempo stesso!] Rimane ovvio, con cio’, che il concetto di karma e’ comunque indissolubilmente legato a quello dell’ esistenza di =1n DIO ASSOLUTO= (che poi, ovviamente dimora anche nel =Nostro Profondo=-n.d.r! e della reincarnazione come =ciclo di apprendimento= [ e che quindi anche se non lo vogliamo considerare come meccanismo di =punizione o premio= ma “semplicemente di Giustizia” cambia poco o niente!] OM SAI RAM & auguri a tutti !^!
Il Karma secondo me è il fuoco interiore vitale che ognuno di noi ha.
Che ne pensi?
Certo
Concordo appieno con questa spiegazione del significato di Karma !!!!
ogni reincarnazione ti dà la possibilità di raggiungere la metà … Siamo Giocatori
Buon Gioco a tutti …. by Sofia
Partendo dal presupposto che come disse Ermete Trismegisto come è in Alto così è in Basso ossia l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo dell’universo, Nulla si crea nulla si distrugge ma TUTTO si trasforma. LA MORTE NON ESISTE. La morte è un’invenzione per manipolare le coscienze, per rendere deboli ed insicuri per farci aggrappare e proteggere da un dio inventato .Sicuramente molti non saranno in accordo con me ma chi conosce bene le leggi della fisica sa cosa intendo dire. L’unico vero indiscutibile DIO è dentro ognuno di noi
e si chiama Cervello. Leggete Il libro “Il Potere del Cervello Quantico” Come far Esplodere il Potenziale Nascosto del tuo Cervello, di Italo Pentimalli & J.L. Marshall e Mettete in pratica i suggerimenti.
infatti! Stato e chiesa non vorrebbero si sapessero certe cose
Grazie!
Hijada,
sicuramente non ho niente da eccepire sul fatto che la paura di “scomparire” faccia gettare molti fra le braccia delle religioni… e molti del voler credere alla reincarnazione.
Perchè l’una e l’altra “soluzione” rispondono alle stesse paure!
Il che non significa però che siano false…
Una cosa però la vorrei puntualizzare: attenzione a dire “chi conosce bene le leggi della fisica”.
Quando Lavoisier scrisse “nulla si crea nulla si distrugge”, lui parlava solo della Massa…
E quando leggo libri con la parola “quantistica”, voglio ricordare che l’ortodossia scientifica assolutamente non riconosce le considerazioni che leggo come filosofia quantistica/quantica, ecc.
C’è una fisica quantistica che per es al CERN di Ginevra guida molti esperimenti, ma l’interpretazione di alcuni concetti della fisica quantistica che alcuni autori abbracciano è assolutamente non portata avanti dalla comunità scientifica nè accettata da essa! …giusto per esser chiari coi termini…
Un esempio…
Ho fatto ascoltare alcuni spezzoni di “What the bleep do we know” ad uno scienziato del CERN di Ginevra e lui mi ha risposto “e che c’entracon la Fisica Quantistica?”…
Ciao Marco, intanto ti dico che sono d’accordo sull’abuso di alcune parole, ad esempio quantico, quantistico.
E’ vero tutto ciò che dici.
Dall’altra parte bisogna riconoscere due cose secondo me:
1. Alcuni fenomeni riconosciuti a livello quantistico (ad esempio l’entanglement) con il tempo sono stati riconosciuti, sempre di più, anche a livello macro. L’entanglement ormai è riconosciuto anche non solo a livello di elettroni e fotoni, ma anche a livello di masse più grandi (svariati esperimenti lo dimostrano)
2. Il fatto che la scienza ufficiale non accetti determinati concetti non significa che non siano validi. La storia è disseminata di esempi simili. Bisogna comunque rimanere con la mente aperta (senza essere creduloni, ma con la mente aperta)
Il problema fondamentale secondo me è che continuiamo a voler spiegare qualcosa usando mezzi e misurazioni che semplicemente non possono farlo. E’ come se volessimo pesare un litro di acqua usando un metro, giusto per fare un esempio.
Ma sarà mai questo a fermarci?
La mente è uno strumento straordinario… capace di cose incredibili. Questa è una certezza, il “come”, poi, prima o poi lo scopriremo con certezza.
Grazie per il prezioso commento Marco.
dillo a chi ha perso un figlio che la morte non esiste!!!
Il discorso andrebbe allargato Sonia, non è facile rispondere in poche parole.
So che quando si viene colpiti da un lutto importante ogni cosa perde senso, ma se abbiamo la capacità di allargare la nostra visuale, forse, riusciremo a vedere qualcosa di diverso (anzi, senza il forse).
Grazie
come si fa allargare la nostra visuale davanti a un lutto
Ciao Mariana,
non è facile me ne rendo conto. Ma bisogna prendere in considerazione alcune cose:
1. La nostra reazione al lutto è quel tipo di reazione perchè abitiamo in questa cultura (in altre si festeggia ad esempio…)
2. Se ci si connette ad un livello diverso, dove tutto è energia, si capisce che il distacco è razionale (brutto per noi che abitiamo qui, ma comunque è “solo un distacco dal corpo”)
Bisogna cercare di trovare una spiegazione e andare oltre quel livello, dove tutto c’è, sempre.